Resoconto semi-serio di due settimane da ciclopendolare fra Roma ed il mare.

(da: http://supermanjaviolivares.iespana.es/)
Quest'anno fra molti dolori, grandi e piccoli, mi ha riservato anche una grande gioia, quella di riuscire ad utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto.
Finora era stata divertimento, sport, sfogo, hobby, gite con la famiglia, cultura e chi più ce ne ha ce ne metta, ma mai realmente un mezzo di trasporto.

La cosa è decollata grazie al RomaPedala dove leggendo delle imprese ciclistiche quotidiante di Mamaa, Alberto, Fabrizio, Giacomo, Guido e constatando di persona quasi ogni giorno quelle di Dorizio, sono riuscito "a forzare" la mia titubanza ad usare la bici prima per fare commissioni e poi per andare al lavoro, non tutti i giorni ma abbastanza spesso da poter capire quanto sarebbe possibile per molti farlo risparmiando benzina, incavolature e guadagnando panorami e soddisfazioni.
Altri fonti di ispirazione il BMF (Bicycle Mobility Forum) dove si parla di mobilità extraurbana ed il forum CicloAppuntamenti dove si parla anche di viaggi in bici + treno.

Un grande merito in questa presa di coscienza ce l'hanno anche le tanto vituperate piste ciclabili romane che mi hanno consentito di tornare a casa la sera tardi senza correre il rischio di dover percorrere via Cristoforo Colombo o peggio l'Ardeatina/Tor Carbone di notte.
L'unico vero sacrificio da affrontare, oltre all'incremento di tempo nel percorso pur ampiamente compensato dal piacere di pedalare, i due quotidiani cambi alla superman, nel bagno al posto della cabina :-)
La mattina entro in bagno sudato e vestito da ciclista ed esco azzimato impiegato e il viceversa piu' piacevole ovviamente al ritorno.

Ma bando ai lirismi!
Di fronte all'offerta di un'ospitata al mare, che consentisse alla mia famiglia di fruire di un supplemento di vacanza dovendo comunque io recarmi lavoro, mi sono trovato di fronte alla scelta di dover usare la bici solo nei fine settimana, oppure... di andarci tutti i giorni !!!
La pianificazione
Affascinante, anche se impossibile per motivi pratici, l'idea di fare avanti ed indietro completamente in bici (un centinaio di km al giorno, una sorta di gara a tappe di due settimane :-)).
Troppo scomodo il treno perche' bisognava fare un buon tratto a piedi (con il caldo non è un piacere) da casa alla stazione e poi anche dalla stazione al lavoro.
Perche' non tentare il treno + bici ?

Ho iniziato a documentarmi sul web, che pero' a parte qualche eccezione (SlowBike e FIAB) pensa al bici + treno per un uso turistico o comunque per brevi raid che non hanno pero' il condizionamento del lavoro.

Grazie comunque ai due siti di cui sopra ho preso spunti innanzitutto riguardanti le FR (Ferrovie Regionali) che a Roma svolgono una funzione molto vicina alla RER Parigina.

Ho iniziato a verificare la fattibilità tramite i siti atac.roma.it, trenitalia.it e viamichelin.it/paginegiallevisual.it
Il primo problema e' nato con la ricerca del treno, perche' il sito dell'atac parla di FR ma non va oltre la mappa e l'elenco delle stazioni.
Comunque capito che la linea di mio interesse era la FR5 per Civitavecchia-Grosseto ho guardato tramite le mappe di Pagine Gialle Visual quale fosse la stazione più utile vicina per raggiungere il lavoro (TRASTEVERE) e tramite ViaMichelin.it, che ha una utile opzione Bicicletta fra i mezzi di trasporto, ho calcolato l'itinerario più plausibile per raggiungere l'ufficio (LAURENTINA), sono 7 chilometri e spiccioli passando da viale Marconi/ via Laurentina.
A questo punto entusiasta e quasi impaziente di iniziare sono andato a consultare l'orario dei treni sul sito trenitalia.it, inserisco la stazione di partenza MARINA DI CERVETERI,  quella di arrivo TRASTEVERE, il giorno, l'ora approssimativa (tra le 7.30 e le 8.00) e ...
- prima delusione non posso scegliere di visualizzare solo l'elenco dei treni che accettano le bici a bordo (esiste un sito tedesco ma vatte a fida':-D), confermo la selezione e ...
- seconda delusione nell'elenco presentato non compare la legenda da cui capire se il treno ammette la bicicletta, occorre un click aggiuntivo su ogni treno, vabbeh ...
- terza delusione non ci sono treni che ammettono la bici prima delle 8.59, mi faccio coraggio e con il proposito di alzarmi prima cerco fra i treni precedenti ...
- quarta e ferale delusione non ci sono treni che ammettono la bici dalle 5.20 fino a quello delle 8.59.
Mi arrendo le 8.59 e' l'orario in cui dovrei essere al lavoro normalmente, non puo' essere l'orario di partenza.
Per curiosità consulto gli orari dell'eventuale treno di ritorno e vedo che sono compatibili solo quello delle 18.25 (prestazione all-time personale per arrivare a prenderlo in tempo :-D) oppure quello delle 19.54 !!!
La spesa oltretutto è abbastanza elevata 2.70 x 4 (andata e ritorno per me e per la bici al seguito) = 10 euro ed 80 centesimi al giorno (7 e 40 senza bici), mi fa desistere definitivamente, faro avanti e indietro con lo scooter e vorrà dire che con la bici faro' qualche giretto la domenica.

Parlandone qua e la trovo un'amica che lavora a Parco de Medici e può portarmi caricando la bici sull'auto, si accende una lampadina... a Parco de Medici c'e' la stazione Roma Muratella e so che la FR1 transita frequentemente e soprattutto i treni sono sempre fruibili in bici, eureka!!
Rimodulo l'itinerario ed all'andata quindi prendo il treno solo da Roma Muratella a Villa Bonelli da cui oltretutto posso raggiungere rapidamente la ciclabile dorsale tevere, (passando per via dell'Impruneta) e sfruttarla fino a Via del Cappellaccio da dove attraversando il ponticello di Vicolo del Cappellaccio (ultimamente pericoloso causa motorini e moto) raggiungo viale Egeo e proseguendo sugli "oceani" Atlantico e Pacifico (qui una ciclabile ci starebbe benissimo) raggiungo via dell'Umanesimo e la Laurentina (ancora 7 km e spiccioli)

Insomma si puo' fare! il prezzo sarà di 90 centesimi (FR1) x 2 + 2.70 (FR5) x 2 = 7 euro e 20 centesimi meno che viaggiando a piedi (anche se la tratta in treno è piu' breve).
Si potrebbe ottimizzare ancora comprando il biglietto per il trasporto bici a 3.50, ma si guadagnerebbero solo 10 cent e per contro non si possono acquistare alle macchinette automatiche.

biglietto da macchinetta
(biglietti)
Le Stazioni
Approfitto per descrizioni che credo possano tornare utili per l'apposita sezione di RomaPedala.

Stazione di Muratella (FR1) direzione Fiumicino-Roma rampa di accesso, direzione Roma-Fiumicino accesso a raso da via della Magliana,  sottopassaggio con scalinate (problemi soprattutto per i disabili) da entrambi i lati.
Non mi sembra che ci sia un parcheggio di scambio degno di tale nome, impossibile lasciare la bici vista la prossimimità di accampamenti di disperati.
Non c'e' vendita biglietti occorre premunirsi, qualcuno afferma che sono validi quelli del metrebus ma su questi biglietti c'e' scritto espressamente che non valgono per Trenitalia.
Vidimatrice al binario.

Stazione di Villa Bonelli (FR1) direzione Fiumicino-Roma rampa di accesso, direzione Roma-Fiumicino idem c'e' una rampa c'e' anche un parcheggio riservato alle bici con stalli a forma di Phi come quelli fotografati all'Auditorium.
A quanto ho potuto vedere non c'e' vendita biglietti occorre premunirsi.

Stazione di Roma-Trastevere scale dal binario al sottopassaggio e dal sottopassaggio alla stazione, ci sono ascensori ma sono lenti (probabilmente per non creare disagio ai disabili).
Biglietteria chiusa o strapiena di gente, biglietti chilometrici al giornalaio, oppure macchinette distributrici automatiche (comodissime) resto massimo 9 euro, ma attenzione perche' se non hanno resto stampano una ricevuta di credito da rimborsare allo sportello,  visto ragazzo smadonnante perche' il resto sarebbe stato il suo unico contante.
2 Macchinette nell'atrio, 1 sulla banchina fra i binari 2 e 3.

Stazione di Marina di Cerveteri a raso dalla stazione al binario in direzione Roma, scale sottopassaggio e scale dal binario da Roma fino alla stazione, altrimenti uscita di sicurezza alternativa (sempre aperta pare) che conduce dopo il ponte dal lato di Campo di Mare.

I treni
FR1 puntuali e sempre fruibili (in questo periodo almeno) visto che le mete a quell'ora sono principalmente proprio Muratella e Fiumicino.
A Muratella salgono quattro gatti, io sono salito sempre nella prima carrozza e rimanevo sulla piattaforma,
il capotreno non ha obiettato, nessuno ha mai controllato il biglietto.

FR5 un continuo correre in testa ed in coda perche' a priori non si sa dove si puo' caricare la bici.
Conviene strategicamente posizionarsi all'inizio in prossimita' di dove si trovera' la testa del treno (un capotreno suggeriva di ternersi a mezzavia) prestando attenzione il simbolo della bici bianca in campo azzurro, che se non c'e' tocca correre in coda, schivando passeggeri ed evitando colonne e ammennicoli vari.
Se sei fortunato, con il cuore in gola per la corsa incoraggiata dai passeggeri divisi tra l'ammirazione dello spettacolo e il nervoso per il ciclista che non cia' un cacchio da fa', sali sollevando leggermente la bici, se sei sfigato devi farti aiutare dai passeggeri (quelli ammirati) a superare il doppio gradino.

A questo punto e' un terno al lotto:
- vani bagagliaio = temperatura glaciale, senza possibilità di legare la bici e senza appigli per reggersi;
- vani bici con parete attrezzata per viaggi transiberiani, dovresti togliere le sacche, mettere la bici in piedi e poi fissarla come sul portabici dell'auto ma in verticale,
ora che hai finito di sistemarla (con il treno in movimento) e' tempo di scendere. Alternativa, appoggi la bici di traverso e ti ci appoggi reggendoti ai fermabici.
- vani con parete "stile macelleria" con ganci, un po' come si fa in cantina o in garage, solo che li non sei in movimento e soprattutto non hai la borraccia con l'acqua
e le borse montate. chicca della situazione sotto i ganci ci sono degli strapuntini conquistati da passeggeri che ti guardano come se fossi matto
a pretendere di farli alzare per sistemare la bici.
Il tutto in un'atmosfera in cui il capotreno e' di solito gentile ma fermo, avrai pure pagato (nessuno controlla) avrai pure pagato per la bici (figurati se qualcuno controlla), ma il treno e' pieno e con "questi" non ci si ragiona percio' mettiti come puoi, questo significa che gli altri passeggeri si sono gia' installati nel vano bici o bagagli in barba a qualunque norma di sicurezza, oltretutto se succede qualcosa a causa della bici i danni a cosa e persone li paghi tu e non le ferrovie.
Bisogna dire pero' che il capotreno si preoccupa di chiederti dove scendi, questo per evitare che se sei in coda il treno si fermi fuori dalla banchina con conseguente tuffo dal treno per scendere con la bici in spalla stile ciclocross.
Informazioni sull'opuscolo Treno + bici. Come viaggiare comodamente in treno portando con sé la propria bicicletta - Trenitalia (collaborazione FIAB)


Viaggio
E' breve, se non ci sono problemi al massimo 40 minuti, altrimenti chi può dirlo ?
Sempre in piedi, salvo rari casi quando riesci ad assicurare alla buona la bici nell'apposito vano.
Temperatura spesso glaciale, che per uno che e' arrivato sudando in bici non e' il massimo, ma si sopporta con la mantella che tengo sempre di emergenza nelle borse.
Ciclisti incontrati sul treno due in due settimane, ma un capotreno mi racconta di gente che sale e scende alle fermate intermedie spesso senza rispettare la regola del primo o ultimo vagone, moltissimi lasciano la bici alla stazione di partenza e prendono il treno a piedi.
Attrezzatura
Casco, Abbigliamento "tecnico" (pantaloncini, maglia, calze) e scarpe da ginnastica.
Semplice MTB "la Violet" (15 years old) rediviva dopo l'incidente di Febbraio
Portapacchi (montato grazie a bbike.it che ha rimediato ai problemi causati da altri).
Borse Decathlon entry-level (per ora) contenenti:
- Pantaloni, Camicia, t-shirt, slip, cinta (calze e scarpe tengo quelle della bici);
- Asciugamano strategico;
- Maglia forata da mettere sotto per il ritorno (il completo non si asciuga);
- Camera d'aria ricambio, materiale riparazione, pompa, luci se torno troppo tardi.
Conclusioni
E' indubbiamente divertente (per chi ama la bici) due settimane si reggono, soprattutto se si va al mare e la sera il premio e' un'aria fresca che a Roma te la sogni.
Ma si reggono anche se comunque poi devi spostarti in città per percorsi non troppo lunghi e che con i mezzi diventano impraticabili.
Ho avuto modo di fare dei percorsi (in citta' e fuori) che normalmente non farei e scoprire alcune realta' romane che di domenica non sono uguali, ho visto anche molte miserie di una citta' veramente schiava dell'automobile non tanto dal punto di vista della mobilità (piu' che il traffico mi preoccupa il mancato rispetto dei limiti di velocità ed della distanza di sicurezza) quanto dell'immobilità (macchine in tripla fila, nei posti dei disabili, sui marciapiedi... ovunque!!!!!!!).
Preoccupante il fenomeno dei motoristi (quando non vado in bici io sono in scooter) sui marciapiedi, non c'e' quasi piu' limite alla sfrontatezza.
Sotto al Ponte della Magliana cresce di nuovo una discarica a cielo aperto, da sotto al Ponte Marconi si levano colonne di fumo (non ho indagato oltre) da entrambi si vedono cavalli al pascolo(!).

Però fare il pendolare in treno+bici tutto l'anno penso sia veramente dura, il servizio e' pensato per chi va lontano e per turismo, tanto per dire il modo di tenere la bici, non si può mettere la bici con le borse nella rastrelliera (che comunque ne prende si e no 3), tantomeno si può appendere ai ganci.
Un vero vano bici per me deve avere dei mancorrenti imbottiti cui legare la bici con dei lacci o simil-cinture-a-sgancio, oppure dei binari fissati al pavimento a spina di pesce in cui far scivolare la bici in modo che non giri il manubrio e poi legare questo alla parete sempre con un laccio-gancio.
Insomma una cosa rapida, il treno riparte subito ed il viaggio e' breve, raramente un'ora, ci vuole troppo a sistemare e ritogliere la bici.

Farlo tutti i giorni-tutto l'anno significa inoltre incontrare difficoltà che prolungano enormemente la durata del viaggio e quindi delle ore fuori casa che alla lunga stancano.
Pochi treni fungibili.
Occorre far si che TUTTI i treni FR accettino le bici in ogni corsa, salvo se il treno è pieno.

Deve essere risolto il problema di conoscere a priori la posizione del vano bici, l'opuscolo delle ferrovie sul treno piu' bici lo puoi consultare quando parti da una stazione grande e conosci il treno che stai per prendere, i treni pendolari si alternano continuamente (tranne sulla FR1).

Ho visto diverse persone interessate alla cosa, forse solo un po' inibite dal mio abbigliamento e dal casco, tutti hanno una bici al mare, ma pensare di girarci per Roma sembra pura utopia, eppure girare in bici nelle cittadine balneari non lo ritengo assolutamente più sicuro.

Rimane aperto il problema del vestiario, se non si hanno problemi di tempo e si va piano, andando solo in bici ci si puo' vestire normalmente, ma le corse per trovare il vagone e l'impegno per far salire e scendere la bici non si possono evitare e la sudata e' garantita, quindi il cambio e' d'obbligo.

Insomma luci ed ombre, quello che come al solito sorprende è la quasi totale inconsapevolezza di queste possibilità da parte della stragrande maggioranza delle persone, non solo del treno ma delle utili ciclabili che dovrebbero tra l'altro avere contatto con le stazioni principali (Termini, Ostiense, Tuscolana, Trastevere ecc.).
La prova tangibile della loro utilità è evidente passando da Via Laurentina a Viale Marconi, la ciclabile della Laurentina passa in un punto trafficatissimo e pericoloso e non te ne accorgi, su Viale Marconi (primo tratto dalla Colombo a Ponte Marconi e non parliamo del senso inverso che è pure peggio) fra auto in doppia e tripla fila (in particolare davanti alla Metro) auto che ti sorpassano per svoltare a destra, gente che attraversa senza guardare (puoi evitarli ma rischi con la macchina che ti segue!) insomma una bella ciclabile sarebbe auspicabile.

Riporterò parte di queste considerazioni e forse qualcuna in più prossimamente su RomaPedala, sul forum del Bicycle Mobility Forum e su quello di CicloAppuntamenti.